Work-Life Balance: Getting Started

work life balance 1

 

Parlare di Work-Life Balance lascia spesso una lieve sensazione di amaro in bocca. Questo perché a livello culturale l’evoluzione della società non ha potuto introiettare questo concetto a 360 gradi, fino a farlo proprio e considerarlo parte integrante della vita di tutti i giorni. Nonostante il malessere sia una sensazione tangibile, nel contesto lavorativo di ogni giorni, l’idea di adattarsi a uno stile di vita lavorativo più consono alle necessita emozionali, non ha ancora raggiunto un grado di sviluppo degno di questo nome.

A livello aziendale, poche realtà hanno deciso di apportare un approccio moderno e open-mind nei confronti dei propri impiegati. Purtroppo, alla base delle difficoltà con cui un’azienda si affaccia a questa tematica, stanno delle radicate motivazioni storiche sorte con lo sviluppo del capitalismo. La cinematografia stessa ha rappresentato l’impatto del capitalismo sul lavoratore medio, nonché l’influenza che tale accumulo di abitudini comporta nel lungo periodo. L’impossibilità di ribellarsi e uscire da un ciclo vizioso, in cui il cartellino d’entrata di timbra alle 8:30 am precise, per poi dedicarsi con estrema sollecitudine all’uscita delle 5:00 pm.

L’esercizio lavorativo che il dipendente è chiamato a eseguire trasuda irrequietezza e passività. Sensazioni di frustrazione, dovute alla ripetitività dell’attività lavorativa o anche della giornata stessa. Tutto ciò, confluisce in un distacco emozionale che il dipendente può provare consciamente o inconsciamente. Ci si arrende all’evidenza dei fatti, fino ad adattarsi perfettamente a quel contesto di ripetitività e riflettere sulla reale necessità di tentare una strada differente che, a tal punto, perde ogni senso.

L’impossibilità di perseguire sé stessi, conduce ad atti di sovversione passiva da cui l’azienda non trae alcun beneficio. Gli impiegati si dedicano a pratiche sempre più frequenti di assenteismo, malattie, basso rendimento. La realtà del capitalismo, non potrà conciliare la vera natura dell’essere umano: un individuo che ha bisogno di conoscere sé stesso e sviluppare il proprio talento in un contesto in continuo cambiamento, dove ricevere apprezzamenti che permettono di sviluppare sé stessi e il proprio Io.

Lo sfruttamento delle risorse ha segnato un’epoca indelebile nella storia dei lavoratori e del diritto del lavoro. Tuttavia, la globalizzazione ha consegnato le chiavi di una nuova era, in cui non sembra esserci spazio per la rigida policy del passato. Ed ecco che il bisogno di accelerare i tempi e raggiungere un perfetto equilibrio tra la vita privata e il lavoro, diventa impellente.

 

Come raggiungere un tale equilibrio sulla base dei ritmi moderni?

 

La domanda, è tutt’altro che scontata. La verità è che non è mai troppo tardi per raggiungere tale equilibrio, specialmente se colui che sente la necessità di raggiungerlo ha catturato perfettamente di cosa stiamo parlando.

Lavoro e vita privata sono destinati a vivere due vite parallele che quotidianamente si scontrano, nel corso delle 24h giornaliere a disposizione. Molti consigli sono stati dispensati a livello di gestione del proprio tempo lavorativo, in modo tale da sfruttare ogni minimo secondo a disposizione e dedicare più tempo alla propria famiglia, al proprio hobby o anche allo sport. Time Management sembra aver trovato una soluzione all’assenza di Work-life balance quando il lavoratore credeva di aver perduto il controllo della propria vita, per risvegliarsi un bel giorno con la voglia di invecchiare e andare in pensione, per godersi finalmente un po’ di pace e tranquillità. Mi sento di dissentire. Non è sano dedicare la propria vita all’attesa del momento in qui ci si congeda del tutto dall’attività lavorativa per tuffarsi nel mondo del proprio benessere psico-fisico. Non c’è bisogno di gettare all’aria la nostra giovane età al pensiero che “tanto non posso farci nulla, funziona così”. Posso garantire che non funziona assolutamente così, o almeno non soltanto.

Tenendo conto degli ultimi sviluppi in termini di evoluzione della società e sue abitudini, la legislazione stessa ha dovuto rivedere le precedenti disposizioni in termini di work-life balance, concentrandosi sulla costruzione di un testo che abbia la funzione di miglioramento-ampliamento di quello esistente. Nonostante ciò, la gerarchia delle fonti da qui traiamo le regolamentazioni dell’ultimo gradino sulla scala dell’impatto nel mondo del lavoro, trae ispirazione da una catena di norme che spesso risulta molto meno che appagante.

L’inconsapevolezza dei propri valori e una società strettamente legata alle considerazioni storiche del passato, costituiscono una spessa diga che blocca il fluire dell’evoluzione del mondo del lavoro. Una lunga serie di credenze, consuetudini e blocchi culturali hanno avuto e avranno ancora per molto, un impatto negativo sulle reali necessità del lavoratore e il suo rapporto con il mondo del lavoro.

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